E' il giorno del ritorno e dopo la colazione alle ore 7.40 prendiamo a scendere per il sentiero che conduce al Piano di Preda Rossa 1790 mt., ore 9.00, e quindi, tagliando per sentieri il primo tratto di strada asfaltata che conduce a Filolera, scendiamo sotto il bosco, seguendo poi la strada in quanto unica via per scendere, arriviamo a Filolera alle 11.20 ca. Un breve giro per negozi a S. Martino, qualche provvista alimentare per il viaggio, souvenir da riportare a casa ed infine un pasto al ristorante Gigiat di Filolera, dove gustiamo le specialità locali. Riprendiamo l'auto poco dopo le 14.30 e ci dirigiamo verso casa dove arriviamo verso le 22.30 ca. Grazie a Giorgio che si è inventato e ha diretto sapientemente questo Trekking; grazie a tutti quelli che hanno partecipato Daniele, Fausto, Stefano e Tullio, grazie di cuore.
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| Commento di Fausto L. |
Ho avuto la possibilità e la fortuna di fare parte del gruppo dei Soci CAI che nel mese di Agosto ha percorso il Sentiero Roma della Valmasino e vorrei aggiungere un breve commento, e ricordo, dell'esperienza. Innanzi tutto va lodata la capacità organizzativa di chi si è prodigato per la sua migliore riuscita (e poiché è un personaggio noto è bene fare il nome: Giorgio Furin). Gli va riconosciuta anche la coerenza di restare fedele al programma, anche se le previsioni del tempo, chiarissime fino allo scoraggiamento e l'umidità fatta di goccioline sempre presenti, avrebbe (ad altri)consigliato di imboccare.... il sentiero per qualche taverna. Invece no, impavidi e sempre con il kwai a portata di mano, su e giù per sentieri che non portavano proprio alla taverna! Ma la coerenza è stata ben ripagata, l'osare è stato premiato, in quanto la pioggia è caduta solamente nei momenti marginali o addirittura di notte. Di giorno, spesso, riusciva a spuntare anche il sole! Merita forse dire qualcosa sul Sentiero Roma, per chi non lo conoscesse. Devo premettere a ciò che chi scrive è un escursionista, e non un alpinista, e quindi ho potuto cogliere meglio le caratteristiche di un sentiero che Furin, a ragione, aveva classificato EEA. Il Sentiero Roma, orbene, si può percorrere in due soli modi. Il primo è di lasciar perdere, in quanto è faticoso, impervio, arido, potenzialmente pericoloso. Più che un sentiero è una traccia di sentiero, tra declivi assai inclinati, sfaciumi di rocce, relitti di nevai, ghiacciai, ecc ecc., pieno di catene che almeno ci sono. Il secondo è di assaporare il contatto con il vento e di lasciarsi prendere dall'incantesimo della montagna. Il Sentiero da l'occasione per conoscere meglio se stessi, di stare con compagni di viaggio in modo sereno e allegro. La Natura ti avvolge in modo pieno, completo e gratificante; larghi spazi si aprono davanti ai tuoi occhi e l'impervietà del luogo è solo un mezzo per apprezzare le proprie capacità. E' l'amore per la montagna ciò che di da la felicità. Ecco, vorrei dare testimonianza che il gruppo di cui ho fatto parte apparteneva a questo secondo modo. Ogni sera era dedicata al piacere di ricordare una giornata sì dura, ma ricca di eventi e di sensazioni.
P.S.: Su una cosa siamo stati tutti d'accordo: che il cibo dei rifugi era modesto e monotono. Vorrà dire che ci rifaremo, finalmente davanti a quel grandioso piatto di amatriciana di cui abbiamo tanto vagheggiato, soprattutto tra le ore 12 e le ore 13!.
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