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TAPPA 5 ( Rif. Allievi Bonacossa - Rif. Ponti )
 
 
 
Data 12/8/04
Punto di partenza Rif. Allievi Bonacossa (2395m)
Punto di arrivo Rif. Ponti (2559m)
Tempo 8 ore
Dislivello totale 900m, 750m
 

Il risveglio porta subito un dato positivo, il tempo è migliorato, e questo è senza dubbio la cosa più importante per noi.
La giornata che ci attende è impegnativa soprattutto per la lunghezza del percorso: il tratto più lungo da percorrere in un solo giorno, quello che ci porterà al rif. Ponti 2559 mt.
Dopo la solita colazione partiamo, zaini in spalla, alle ore 7.00 e subito prendiamo a salire per sentiero tracciato e ben segnalato, affrontando quel che rimane della Val di Zocca.
I monti che la sovrastano a nord non sono tutti visibili causa la nebbia presente. A tratti intravediamo qualche cima come l'Allievi e la Cima di Castello.
Arriviamo così in prossimità del Passo del Torrone, ore 7.50, dove con percorso attrezzato superiamo in ripida discesa un profondo intaglio sulla roccia che ci porta sul fondo della Val Torrone.
L'intaglio del Passo del Torrone

Il Ghiacciaio del Cameraccio

Da qui riprendiamo a salire la valle stretta fra monti. Il percorso lambisce, senza passarci, il Bivacco Manzi-Pirotta, ore 8,50, e poi arriva in prossimità del Ghiacciaio del Cameraccio, breve e senza problemi.
Dal ghiacciaio il sentiero si inerpica su terreno scosceso e friabile per poi affrontare un tratto attrezzato con funi e catene metalliche.


Arriviamo così al passo del Cameraccio 2950 mt., ore 10.00, dove facciamo una breve sosta, 30 mn., ed un piccolo spuntino.
Oltre il passo si presenta davanti a noi la valle di Mello, ampia e profonda a perdita d'occhio. Superato il tratto di placche di roccia ripide e scivolose per la presenza di acqua e limo, si traversa la valle per sentiero in moderata pendenza su tratti erbosi ma, più frequentemente, saltellando tra blocchi di granito.
E' il tratto più lungo e forse noioso di tutto il Trekking. Si giunge ad una prima cresta dove è stata realizzata di recente, ancora non ultimata, una piccola costruzione in muratura, sembra quale base logistica del Kima, trofeo di maratona alpina che ogni anno si svolge a fine Agosto sul Percorso Roma.
Seguendo un crinale in discesa che piega a sud e quindi poi di nuovo ad est, andiamo ad affrontare l'ultima salita di un certo impegno che, con un percorso attrezzato con funi e catene, porta a Bocchetta Roma 2898 mt.
Arrivati sul dosso della Bocchetta Roma, ore 13.30, scopriamo il panorama che si affaccia ad est sulla nuova valle con il M.te Disgrazia maestoso che si erge imponente su tutti gli altri.
Il sentiero per il rif. Ponti continua in direzione sud scendendo di quota su lastroni di granito facili, ma da affrontare sempre con estrema prudenza.
Il Passo del Cameraccio

Il Rifugio Ponti

Al Ponti 2559 mt. ci arriviamo alle 14.30, anche in questa occasione chiediamo un primo piatto ed il rifugista, un classico oste furbo e accogliente, ci accontenta di buon grado con un bel piatto di maccheroni al pomodoro.
Il rifugio Ponti costruzione in muratura su 2 piani con una parte più vecchia in muratura di pietra locale ed una più recente in laterizio intonacato.
La parte nuova, così realizzata, ha subito messo in evidenza problemi legati all'ambiente climatico con il distacco, su un'ampia superficie, dell'intonaco e di parte del laterizio impiegato per il tamponamento.
A volte non si capisce perché la scelta dei materiali nelle costruzioni non è affidato al buon senso ma all'apparente risparmio sui costi. Forse il CAI di Milano, proprietario del fabbricato, potrà chiarire meglio le ragioni di tali scelte.
Il rifugio è dotato dei migliori servizi sia in quantità che qualità e pulizia sinora incontranti.
La gestione è sempre familiare. Il capofamiglia, piacevolissima persona, ha tendenza a far lievitare i prezzi e così, se non si è attenti, si potrebbe pagare ancora più del dovuto, che è già tanto.
Nel pomeriggio inoltrato, con sorpresa di tutti, arriva Fausto. Stanco di restare solo a Filolera ha deciso di percorrere la via diretta al rifugio Ponti con autostop sino al Piano di Preda Rossa e di risalire a piedi l'ultimo tratto.
A cena ci troviamo di nuovo in 6 e gli argomenti non mancano. Sarà comunque l'ultima cena del gruppo completo perché per il giorno successivo si è deciso di fare un'altra cima, la più prestigiosa, quella del M.te Disgrazia e non tutti parteciperanno a questa ultima impresa.
Infatti Fausto e Tullio, il giorno successivo, se ne torneranno a casa e noi 4 proveremo ad espugnare il monte "Desgiasciaa" ( sghiacciare, sciogliere ) come in dialetto locale è chiamato.