La sveglia è alla solita ora e dopo la colazione ci muoviamo, zaino in spalla, alle ore 7.15 per il tratto più impegnativo dell'intero percorso quello che ci porterà al prossimo rifugio, Allievi Bonacossa, e che attraverserà varie valli e passi più o meno impegnativi. Il primo tratto del sentiero, che dirige verso est ed attraversa la parte che rimane della valle del Porcellizzo, mantiene la quota e passa sotto il Cengalo, così che torna alla mente la bella giornata precedente con i meravigliosi panorami goduti dalla vetta. |
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| La salita al Passo Camerozzo |
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| La sosta oltre il Passo Camerozzo |
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Si continua scendendo un poco per superare uno sperone di roccia e subito dopo si risale per tornanti sino a guadagnare quota in corrispondenza dell'intaglio del Passo Camerozzo 2765 mt., ore 9.00, su percorso ripido con l'aiuto di catene e funi metalliche. Dal passo la discesa continua sempre con percorso attrezzato sino a riprendere la valle sottostante del Ferro. |
Prima di proseguire per la Valle del Ferro ci concediamo una breve sosta per ricompattare il gruppo che in questo tratto si era sgranato. La nuova valle viene percorsa in traversata tenendo mediamente la quota su sentiero ben segnalato ma con scarsa traccia. Le cime in questo tratto, per la presenza di nebbia, non sono tutte evidenti, più chiara invece la vista a valle con la Val Màsino. |
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| Il Passo Qualido |
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| Passo dell'Averta |
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Arriviamo così al Passo Qualido 2647 mt., ore 11.00, meno impegnativo del precedente. La valle successiva che troviamo, la Val Qualido, è abbastanza breve e la percorriamo sempre in traversata mantenendo la quota. Il passo seguente è quello dell'Averta 2540 mt., ore 12.30, che viene superato con percorso attrezzato sia in salita che in discesa senza particolare difficoltà. |
La valle prossima, breve e interessante per la presenza di monti come la Cima Zocca visibile a tratti per la presenza della nebbia che va e viene, la attraversiamo speditamente su tracciato comodo e ben segnalato. Raggiungiamo così l'ultimo ostacolo naturale del percorso di questa tappa, rappresentato dallo spigolo sud del Torrione di Zocca che superiamo in discesa con percorso attrezzato senza difficoltà, per poi riprendere quota successivamente e giungere alla sospirata destinazione: il Rifugio Allievi Bonacossa 2395 mt. ore 14.15 ca. Chiediamo subito un primo piatto che non ci viene negato e che consumiamo con immenso piacere. |
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| Sud del Torrione di Zocca |
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| Il rifugio Allievi Bonacossa |
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Il rifugio Allievi Bonacossa è costituito da 2 corpi di fabbrica ben distinti e vicini: l'Allievi, un monopiano con le sole pareti perimetrali ancora in piedi ed un tetto di fortuna con tendoni e lamiere messe alla buona per proteggere l'interno, o quello che resta, dalle intemperie; il Bonacossa, 2 piani più mansarda con solida copertura realizzato in pietra locale da poco parzialmente ristrutturato. La causa di questa situazione precaria del rifugio è stata una valanga che pochi anni fa ha danneggiato seriamente le strutture allora esistenti costringendo la proprietà, CAI di Milano, ad una ristrutturazione radicale e graduale. I lavori, sinora eseguiti solo sul Bonacossa, hanno reso efficiente il piano terra con gli ambienti comuni, il primo piano con camere e cameroni, a cui manca però il soffitto, ed i servizi moderni ed efficienti. La gestione è sempre affidata ad una famiglia, prezzi e condizioni standard come al Gianetti. Quello che resta del pomeriggio lo trascorriamo riposando o leggendo. Il tempo meteo non è dei migliori e la cosa peggiore è che le previsioni per il giorno successivo non sono affatto buone. Ci consoliamo con il solito pasto serale e poco dopo ce ne andiamo a dormire confidando che la previsione negativa sul tempo possa essere smentita dai fatti. |
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