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TAPPA 8 (Rif. Pietra Piana - Rif. dell’Onda)
 
 
 
Data 02/08/03
Punto di partenza Rif. Pietra Piana (1842m)
Punto di arrivo Rif. dell’Onda (1430m)
Tempo 5 ore
Dislivello totale +520, –910m
 

Una sveglia ed una prima colazione in tutta calma, si decide di ritardare di un’ora la partenza vista la brevità della tappa odierna.
Il tracciato che seguiamo prevede un primo tratto in discesa lungo la valle sino agli Ovili di Gialgu 1609 mt. poi piegando in direzione est continua a scendere più dolcemente.
E’ in questo punto che il sentiero riprende a tratti il vecchio tracciato di mulattiera lastricata e affianca il corso del fiume Manganellu con ampie pozze, tratti rocciosi e levigati ben esposti al sole.

Non serve molto per convincere ognuno di noi ad approfittare del luogo amèno liberandosi degli odiati scarponi a prendere il sole a torso nudo tenendo, minimo, le estremità a bagno nella gelida acqua di fiume.
Per molti la tentazione si è concretizzata per le diverse pozze che si incontravano.
Un po' di relax sulle "calde" acque del Manganellu

Cascatelle lungo il Manganellu

Per altri c'è stata la tentazione mangereccia agli Ovili di Tolla 1011 mt. presso i quali si può avere un piatto finalmente fresco, perché abbiamo saputo che lì ci arriva con servizio giornaliero il mulo, tipo pomodori freschi con formaggio di capra. Non ci lasciamo scappare l’occassione.

Il sentiero continua leggermente a scendere sino al ponte sul Manganello 940 mt. punto minimo di quota della giornata che tocchiamo.
Attraversato il ponte, il sentiero, che diventa carrareccia, prende a salire al coperto di faggi secolari.

Questo per un lungo tratto che diventa anche un po’ noioso; poi, finito il tratto carrabile, e lo riscontriamo dalla presenza di 2 fuoristrada fermi al margine della careggiata, il sentiero diventa stretto tortuoso e sempre più ripido.


Ma non dura molto ed in poco tempo arriviamo al rif. dell’Onda 1430 mt.
Più che un rifugio questo posto è la sede del pastore o allevatore di capre, maiali, mucche e pecore.

Il campo dei campeggiatori, molto ampio e pianeggiante ma completamente esposto al sole, è tutto recintato con rete metallica per proteggerli dal bestiame presente.
Il rifugio invece è posizionato su un piccolo fabbricato posto a ca. 100 mt. di quota più in alto completo di doccia e WC più fonte di acqua.
Il locale del gestore-pastore, posto a ridosso del campeggio, comprende anche la ristorazione.

La stragrande maggioranza del gruppo, vista la posizione strategica della ristorazione, decide di installare la tenda e fermarsi da basso facendo il campeggiatore.
Quale dei tre e' il maiale?

Gli umani dentro il recinto, pecore, capre e maiali liberi di scorrazzare fuori

La rimanenza, solo 3 irriducibili, decidono di prendere alloggio al rifugio e saranno i soli a trascorrervi la notte con abbondanza di spazi e di silenzi.
Il pastore, abituato a pasti abbondanti, per la cena non può che prevedere un menù corposo.
Infatti partiamo con un, abbondante, minestrone di verdure, molto gradito, seguito da un piatto veramente forte comprendente polenta e carne di cinghiale al tegame con un sugo da annegarci la polenta.

Formaggio di capra, dolce al limone ed al cioccolato, liquori vari della casa, prugne annegate nello sciroppo; infine tisane d’erbe varie.
I commensali del nostro gruppo, sempre in arretrato con le mangiate e in continua carenza calorica, hanno dato fondo a tutto quanto veniva presentato.
La notte trascorre serena in particolare per i tre del rifugio, che trovandosi isolati dai rumori e liberi di dormire ognuno su più di un materasso, si sono così rifatti per le precedenti ristrettezze.

 
Commento di Stefano F.  
Oggi è deciso che deve essere una giornata di rilassamento è giusto che inizi dalla sveglia alle ore 7.
Dopo la colazione, comodamente consumata sul tavolo ed i preparativi di rito, parto eccezionalmente per primo alle 8,15 con Renato, Andrea, Leandro ed ultimo Pietro che semineremo per strada ed arriverà con gli altri più tardi.
Cominciamo a discendere una valle per un sentiero scosceso e pietroso. Dopo quasi un’ora, questa si allarga, la vegetazione sempre più fitta prende il sopravvento, incontriamo numerosi tratti dove l’acqua esce dalle rocce e ci attraversa il sentiero in mille rigagnoli. Discendiamo più dolcemente all’interno di un bosco di abeti, seguendo il corso di un torrente che forma cascatelle e pozze. Il posto è troppo invitante e ci fermiamo a rinfrescare i piedi e le gambe in un punto dove l’acqua gelida ha levigato le pietre e scorre velocemente in più rami che ora saltellano, ora formano buche profonde.Ripartiamo dopo esserci goduti quell’angolo incantevole per oltre un’ora, ma, facciamo solamente un’altra oretta di cammino, per giungere agli “Ovili di Gialu di Tolla”.Qui effettueremo quello che sarà il primo e ultimo vero pasto di nove giorni di trekking, gustandoci un delizioso piatto di pomodori tagliati a fette con sopra ricotta e menta. Dopo esserci satollati e rilassati e acquistato uno squisito formaggio, ri
partiamo discendendo la valle fino ad attraversare un ponte e risalire in un versante ricoperto da faggi che, dopo circa tre ore, ci condurrà al Rifugio dell’Onda che raggiungiamo alle 14,30.Gli altri arriveranno con calma e ci riferiranno dei loro svariati bagni fatti lungo il percorso.Tranne Leandro, Pietro e Luigi, che dormiranno soli soletti nel rifugio, io e gli altri, piazziamo le tende all’interno di un vasto prato recintato dove gironzolano pecore ed abbiamo come vicini pochi metri più in là, dei maiali che assomigliano più a cinghiali che a maiali. Solita doccia fredda, relax pomeridiano per arrivare a sera in cui, raccontandoci le avventure della giornata trascorsa, mangiamo al tavolo del rifugio un abbondante piatto a base di patate, carne, fagioli e cotiche (che sarà fatale per Leandro!).
Verso le dieci, sotto uno splendido cielo stellato senza la luna siamo tutti nei nostri sacchi a pelo.
Oggi è stata la tappa più facile di tutte ed, effettivamente, l’abbiamo affrontata con uno spirito rilassatissimo che ci ha accompagnato durante la giornata attraverso questi luoghi aspri e affascinanti.
La Bergerie dove abbiamo pernottato non poteva essere più in sintonia con l’ambiente circostante: gli animali in libertà e gli umani dentro un recinto!
Continuiamo a vivere fuori dal tempo. . . . .