Solita partenza e colazione al rifugio; la tappa giornaliera che ci attende è più breve delle altre perché abbiamo deciso di pernottare al Rif. Ciottulu, mentre nel programma originale questo rifugio doveva essere una semplice stazione intermedia al percorso previsto più lungo sino a Castel Verghio 1404 mt. La ragione di questa decisione è legata alla presenza, in prossimità del Ciottulu, della Paglia Orba 2525 mt. una punta interessante che abbiamo deciso di visitare dopo che Roberto, una guida Corsa incontrata nel ns. peregrinare, si era offerto di farci conoscere. |
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| La Paglia Orba |
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| Capu Tafunatu |
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Il tratto di sentiero che ci porta al Ciottulu è senza storia. Prima in leggera discesa tra il vegetato, poi per salita ripida e scoperta sino alla sella di Bocca di Fogghiale 1962 mt. Il tratto finale al rifugio è con pendenza meno accentuata e piega ad ovest. |
Il rifugio Ciottulu di i Mori 1991 mt. in posizione esposta si presenta con la solita struttura semplice in muratura e all’interno è suddiviso in tre locali , uno del gestore, uno per mangiare e l’ultimo con i letti in batteria. Con locali a parte c’è doccia fredda e WC e una fonte d’acqua in posizione decisamente scomoda per tutti gli usi. Anche qui piena disponibilità dei posti letto con unica particolarità che abbiamo trovato rispetto agli altri rifugi: il gestore. Estremamente rigoroso e intransigente, scopriremo in seguito che è di origine calabrese, non consentiva accesso ai locali letto se non ad orari precisi. Dopo esserci riposati ed aver mangiato qualcosa al rifugio, la maggior parte di noi, privi dello zaino e con al seguito la sola acqua ed una giacca a vento, sotto la guida di Roberto prendiamo la via della Paglia Orba 2525 mt. |
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| Rifugio Ciottulu di i Mori visto da Bocca di Fuciale |
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| Inizia l'avventura alla Paglia Orba |
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Apprezziamo enormemente la nuova condizione di procedere senza zaino: il sollievo è sostanziale. Roberto, profondo conoscitore della zona, ci porta in salita per una via non ordinaria con qualche passaggio da seguire con attenzione, ma sicuramente senza particolare difficoltà. I ca. 500 mt. di dislivello li superiamo con estrema facilità in 1h ½. Arrivati in vetta per la prima volta da quando siamo arrivati in Corsica il cielo si addensa di nubi e minaccia pioggia. Una situazione che in quel momento proprio non ci voleva. |
Riprendiamo a scendere velocemente per non farci cogliere da qualche fulmine; nel frattempo la minaccia di pioggia si concretizza e la roccia ben salda e scabrosa in superficie diventa un po’ scivolosa. Così in due punti della discesa, questa volta seguendo la via ordinaria, abbiamo fatto uso di una corda che il buon Roberto aveva provveduto a portarsi prudenzialmente al seguito. L’impiego della corda su due punti del percorso con passaggi individuali ha comportato una perdita notevole di tempo. Morale: per la discesa abbiamo impiegato 2h ½. A fine operazione Paglia Orba 2525 mt. la soddisfazione dei partecipanti era completa. |
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| Un passaggio su "facili" roccette |
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| Il tramonto verso il golfo di Porto |
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La sera per la cena ci ritroviamo con un menù costituito da 2 primi una zuppa molto saporita e una pasta con sugo all’italiana; ne usufruiamo tutti abbondantemente. Così abbiamo scoperto nel gestore, oltre a qualche difetto dovuto alla rigidità e pignoleria caratteriale, anche una qualità: quella di buon cuoco italiano. Come si suol dire, buon sangue non mente. La notte come al solito trascorre tranquilla. |
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| Commento di Riccardo M. |
ORE 6 Ci svegliamo più tardi (un toccasana) perchè la colazione è servita solo alle 6.45. Quando dico servita intendo solo per quelli che hanno dormito in rifugio, noi come sempre ci limitiamo ad una magra colazione liofilizzata (chi ben comincia...).
Oggi c'è un cambio di programma, una guida indigena (tale Roberto) cui stiamo particolarmente simpatici, o meglio cui qualcuno di noi sta particolarmente simpatico, ci propone come variante su una delle vette più spettacolari della Corsica. Impossibile rifiutare!
ORE 7.15 Partiamo discendendo la valle per raggiungere dopo 500 m di salita il rifugio Ciottulu di Mori, accorciando di 2,5 ore l'itinerario originale (lo riprenderemo domani con un tappone spaccapiedi da 10 ore).
Ci lasciamo alle spalle una bella valle abbastanza dolce, tappezzata dai soliti ma sempre più affascinanti pini che lasciano il passo alle rocce ed ai mughi,salendo di quota. Attraversiamo un torrentello dove ci si rinfresca, poi un valico e quindi giungiamo al rifugio. Mancano Angela e Fausto che, stanchi, se la prendono comoda e rinunciano alla variante della Paja Orba. Questa prima parte della giornata si conclude con una spuntino ed un paio d'ore di riposo per tutti tranne per chi come noi deve montare purtroppo la tenda.
ORE 14 Fino ad ora le giornate sono state bellissime, oggi ci sono delle nuvole leggere, ma anche un po' scure che cominciano a sfiorare le cime più alte. Sono concentrate sui versanti al di là delle creste ed assistiamo quindi ad uno spettacolo bellissimo: abbiamo di fronte una montagna (Capo Tafanatu - "Bucato") che presenta un largo buco a metà costa da dove passa la nebbia presente dall'altro lato che, uscendo, lo fa assomigliare ad un vulcano.
L'idea originaria era di salire alla Paja Orba, ridiscendere fino alla bocca forata dell'altra montagna e ritornare al rifugio, il tutto in cinque ore, ma faremo solo la prima parte dell'itinerario.
Con Roberto (la guida indigena), saliamo dal rifugio prima su pietraie e poi su rocce sempre più imponenti. Non è più escursionismo semplice, ma affrontiamo passaggi di secondo e terzo grado con Roberto che ci aiuta non solo nell'indicazione della via da seguire. Oltrepassiamo rocce incastrate, brevi tratti verticali, e dopo circa due ore siamo in cima. Peccato! L'altro versante è nascosto dalle nuvole e la vista non spazia a 360 gradi, ma si possono comunque vedere bellissimi paesaggi: valli profonde, cime vicine e lontane, creste ed il mare ancora più lontano.
Una volta in cima, iniziano ad arrivare grosse nuvole e dobbiamo purtroppo riscendere velocemente, Leandro contrariato che stava facendo delle foto esclama:
"Dove c... andate tanto non piove" (Le ultime parole famose)
La discesa avviene per la via normale che prevede passaggi di secondo grado. Troviamo difficoltà maggiori poichè le gocce sono sempre più frequenti e bagnano la roccia e la visibilità è a tratti ridottissima. Leandro ci dà prova della sua agilità, scende praticamente di corsa e preso dalla foga del momento ci delizia anche con un tuffo carpiato su roccia, rimanendo illeso.
Roberto è costretto in due passaggi a calare una corda che rende più difficoltosa la discesa. Tra noi c'è anche chi non ha mai arrampicato ed alle difficoltà oggettive si affianca quindi anche un ragionevole terrore, ehm timore.
ORE 17 Dopo qualche imprecazione ed una discesa a ritmo di lumaca in stile alpinistico "perfetto" siamo fuori dai punti critici. Complimenti a Renato e Pietro che, nonostante la situazione difficile, ce l'hanno fatta. C'è riuscito anche Daniele, nonostante una brutta caduta il giorno precedente. Peccato se la giornata fosse stata senza nuvole sarebbe stato uno spettacolo unico.
ORE 20 Non contento della doppia escursione dopo un abbondante cena, la nostra guida indigena (che qualcuno ormai comincia ad odiare) esclama mentre stiamo ancora masticando l'ultimo boccone:
"Io vado a vedere il tramonto è bellissimo, dovete venire!!!"
Ecco che ripartiamo. Questa volta, al tramonto, in piena digestione e con i sandali ai piedi facciamo circa 80 metri di dislivello di corsa per la paura che il sole faccia prima di noi.
Il tramonto è effettivamente uno spettacolo, ma come sulla paja orba la foschia limita la nostra visibilità (avremmo potuto vedere il mare).
Siamo ormai al rifugio, ma il peggio deve ancora venire, almeno per chi dormirà in tenda.
ORE 03 (notte) Nel pieno della notte si alza una leggere brezza (=vento impetuoso) che accarezza le nostre tende (=per poco non le porta via) e la temperatura scende leggermente (=8 gradi). In queste condizioni dormire diventa abbastanza difficile sia per il rumore sia per il freddo.
Per fortuna domani la tappa sarà riposante: 23 Km per 9 ore di marcia.
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