Solita sveglia e solita colazione con in più la qualità di un servizio più efficiente quello di un ristorante abituato ad altro genere di clientela.
Partiamo per l’escusione alla solita ora e prendiamo il sentiero in leggera salita che ci porterà nella valle più spettacolare dell’intero percorso: il Cirque de la Solitude. |
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| Partenza da Ascu Stagnu |
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| Il gruppo deve ancora spronfondare in fondo al Cirque |
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Arriviamo così alla Bocca Tumaginesca 2183 mt. punto di valico che accede al Cirque de la Solitude.
Da questo punto scorgiamo, per le persone presenti davanti a noi, tutto il nostro percorso che parte con una discesa di 200 mt. ca. su parete ripida attrezzata di corde metalliche e di canapa per poi risalire sulla parete opposta, leggermente spostata a sinistra, di 240 mt. utilizzando sempre attrezzature ausiliarie di aiuto quali catene metalliche. Il tutto inserito in uno scenario molto forte di cime strapiombanti e rocce nude. |
Visto l’impegno psicofisico da produrre per questo tratto di percorso viene accertata la possibilità di ognuno di affrontarlo autonomamente o con l’aiuto di altri più esperti.
Fatti i necessari abbinamenti ci muoviamo anche condizionati dalle persone che ci precedono non appartenenti al ns. gruppo, ma che per ragioni di difficoltà oggettive avanzano con estrema cautela. La problematica del percorso è legata anche alla possibilità di caduta sassi.
Ricompattiamo il gruppo a Bocca Minuta 2218 mt., valico a chiusura del Cirque de la Solitude. |
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| L'inizio del Cirque, Bocca Tumasginesca visto da Bocca Minuta |
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| Panorama ad Ovest del Cirque |
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Dal valico lo scenario cambia radicalmente e da un paesaggio forte e verticale si passa ad uno più aperto con pendenze dei monti meno accentuate. Si continua scendendo per sentiero a tratti ripido e sassoso, a tratti più morbido ed agevole, in direzione del rif. Tighiettu 1640 mt.
Al rifugio, una costruzione pentagonale posizionata a mezza costa del monte di dimensioni contenute, ci fermiamo solo per una breve sosta. Come da programma il pernottamento è previsto ancora più in basso agli Ovili di Ballone 1440 mt. |
Questo tratto di sentiero che ci porta agli Ovili fiancheggia il fiume, che, anche in questo caso, forma una serie di pozze alle quali non si può resistere; e così, ancora prima di arrivare a destinazione, a gruppi ci si ferma per cercare refrigerio nell’acqua fredda con immersioni parziali o totali. Agli Ovili di Ballone 1440 mt. ci arriviamo sempre scaglionati, ma con un certo ritardo sulla tabella di marcia date le continue soste al fiume.
La costruzione degli Ovili e di piccola dimensione, contiene al suo interno un locale del gestore ed una sala pranzo; per gli incalliti rifugisti, come alcuni di noi, è stato installato, nell’area del campo, un tendone di tipo militare contenente una quindicina di letti a castello che troviamo tutti disponibili. Di noi solo in 7 ne usufruiamo, il resto preferisce la tenda. C’è una doccia ed un WC su baracche isolate ed una fonte d’acqua corrente pronta a tutte le necessità. Nell’attesa di mangiare ritorna il desiderio di bagnarsi al fiume.
In prossimità del rifugio troviamo una serie di pozze, una meglio dell’altra e molti di noi ne approfittano per chiudere in bellezza la giornata. Per la cena la maggior parte di noi utilizza la cucina del rifugio con poche varianti rispetto alle esperienze precedenti.
La notte in tenda è tranquilla anche se avvertiamo qualche spiffero in più rispetto al quale non eravamo abituati. |
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| I nostri eroi vincitori all'uscita del Cirque, a Bocca Minuta |
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| Commento di Daniele P. |
Buongiorno. Oggi è il quarto. Alle 6 siamo tutti in piedi come sempre. Il gruppo è tonico e ha voglia di camminare. Dopo una colazione energetica lasciamo la frequentata stazione di Haut-Asco. Il quarto giorno (alla fine non li conterò più) prevede l’attraversamento del Circo della Solitudine. La tappa più insidiosa. Durante la salita al Col Perdu penso alla traccia del nostro viaggio: fatica, divertimento, gruppo. Come dire, una lunga processione gioiosa di amici penitenti. In un paio d’ore risaliamo la valle glaciale fino al Col Perdu (2183 mt.). Da qui si apre un panorama mozzafiato, o come direbbe Angela: non respiro più, colpa della salita. L’attraversamento delle placche rocciose del circo è un alternarsi di corde e catene, delle scalette e qualche passaggio di arrampicata facile. Richiede un paio d’ore e un po’ di attenzione. I corsi lo chiamano E Cascettoni (quando piove viene giù acqua a “cassettoni”). A noi va bene in tutti e due i modi, purchè non piova. L’ultima difficoltà è l’ascesa ripida alla Bocca Minuta (2218 mt.) Ancora un passo e con leggerezza lasciamo il paradosso della solitudine, il circo redento da milioni di anni di usura e lavorio ininterrotti. La cena ci attende alla Bergerie de Ballone (1440 mt.) dopo una discesa lunga. Il solito accampamento policromo. I compagni di viaggio alle prese con picchetti e cerotti. Stasera niente liofilizzati, soupe corse e formaggi. Giornata splendida. Buonanotte
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