La sveglia, ormai consolidata, resta alle ore 5.30 e la colazione del rifugio per i soliti 6 E. viene consumata da gran parte di noi. Si parte come al solito alle 6.45, minuto più o meno.
Il tracciato di questa giornata si presenta per certi aspetti abbastanza simile a quello del giorno precedente anche se in maniera più morbida. Si inizia con il sentiero in discesa verso un impluvio dove troviamo un ponte pensile oscillante su corde ca. 20-30 mt. di luce che traversa, in quel punto, il fiume Spasimata 1220 mt. Una piacevole variante per tutti con qualche emozione in più per chi ha problemi di vertigini o senso del vuoto. Lo superiamo tutti senza problemi. |
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| Alba dal rifugio Carrozzu |
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| Il ponte della Spasimata |
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Da qui il sentiero seguendo il lato destro del fiume prende a salire traversando tratti di roccia scoscesi e levigati. Troviamo tratti attrezzati con funi metalliche che aiutano a superare i punti più difficili. Fiancheggiando il fiume Spasimata si vedono le prime pozze naturali di acqua trasparente più o meno ampie e profonde, per il caldo che fa, tutte molto invitanti. Il giorno precedente un gruppo di noi aveva già fatto la conoscenza di queste pozze con bagni di fine giornata.
Si continua a salire sino ad un pianoro dove troviamo il Lago della Muvrella 1860 mt. ,uno specchio d’acqua molto invitante per un refrigerio ed infatti molti di noi si lasciano sedurre da questo posto alternando bagni in acqua e di sole. |
Dopo il Lago si continua a salire per sentiero ripido sino a raggiungere Bocca ai Stagni 2010 mt.
Da questo punto si scorge in basso la meta della giornata il rif. di Ascu Stagnu 1422 mt. Si tratta di una località che in passato ha avuto qualche ambizione da stazione sciistica, ma che oggi non conserva che qualche struttura di impianti di risalita in disuso o strutture di supporto all’attività sciistica non completate e tantomeno utilizzate per altri scopi. Restano alcune costruzioni abitative a sagoma triangolare tipicamente di montagna in parte ancora utilizzate, il rif. di Asco Stagnu solida struttura in muratura a 3 piani con le solite piazzole per tende tutto intorno ed uno Chalet Haut-Asco da noi sapientemente prenotato per un pasto ed una dormita di quelle che compensano tutte le precedenti privazioni.
Troviamo uno spaccio con tutti i generi alimentari mirati al trekking: dallo scatolame ai liofilizzati, dai biscotti al latte in polvere. Troviamo finalmente frutta e pomodori freschi. |
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| Punta di Spasimata |
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| Cima della Muvrella |
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Allo Chalet ci hanno riservato uno stanzone a piano terra tutto per noi con posti letto a castello la disponibilità è nettamente superiore all’utilizzo così da lasciarci ampi spazi vitali, finora per noi sconosciuti, di competenza individuale. 2 Docce calde e servizi al piano. Anche la cena è all’altezza della situazione sia per la quantità che per la qualità dei cibi.
Una pausa al sacrificio alimentare veramente provvidenziale.
La notte, nonostante l’abbondante cena, si trascorre tranquillamente. |
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| Commento di Pietro P. |
Questa tappa è stata relativamente più leggera delle precedenti e, quindi, ci ha consentito di recuperare un po' le forze; tuttavia il vero problema di questa escursione e cioè lo zaino pesante, ha cominciato a farsi sentire, almeno per me. Ho avuto i primi problemi alla schiena, diffusi arrossamenti e qualche piaga molto fastidiosa. Per questo consiglio a chi ha la pelle molto delicata (come la mia) di attrezzarsi bene per affrontare questa fastidiosa eventualità; pero' devo riconoscere che il paesaggio stupendo,aspro e selvaggio, sempre vario ed articolato mi ha più che ricompensato di questo "piccolo" inconveniente. Ricordo un bellissimo sentiero che sale fra rocce e boschi. Ci si arrampicava lentamente su grandi placche di granito che, tuttavia, non presentavano nessuna difficoltà. Arrivati sulla sella e continuando il sentiero siamo arrivati ad un laghetto, piuttosto grande ... vale senz'altro la pena di fare il bagno !!! Divertentissimo, dopo quella lunga salita, poter fare una nuotata e poi sdraiarsi al sole, mentre tutto intorno si scopre un panorama bellissimo. La giornata era stupenda e si vedeva il mare in lontananza. Dopo una breve discesa, abbiamo ricominciato a salire fino alla "Bocca a i Stagni" e da qui, dopo aver fatto la sosta pranzo, abbiamo iniziato la lunga discesa verso il rifugio percorrendo un terreno estremamente scosceso e roccioso, veramente impegnativo; una dura prova per le nostre ginocchia !!! Ogni tanto si perdeva di vista il segno rosso e bianco, poi riappariva, comunque ormai in fondo alla valle si vedeva chiaramente la stazione sciistica di Asco Stagnu. Il sentiero era molto approssimativo perché si snodava su di una gran quantità di rocce e sassi sparsi, finché non siamo entrati in un grande bosco di pini. A questo punto l'ambiente è totalmente cambiato e questa è una delle caratteristiche più belle di questa escursione. Si sentivano i profumi della resina e la soddisfazione per aver superato un'altra tappa. Proprio nell'ultimo tratto il sentiero passava davanti ad un enorme pino secolare il cui tronco era stato tagliato, da non molto credo. Sul tronco tagliato c'era una frase scritta in francese;diceva più o meno così: "sono stato assassinato, solo per restare qui a marcire!!!"... Chissà chi lo ha tagliato e perché. Sembra davvero incomprensibile. E' l'unica sensazione sgradevole che ho avuto in questa magnifica giornata, ma ormai siamo arrivati al rifugio. Ci sono anche due piccoli negozietti e così ho acquistato ... a caro prezzo ... un po' di frutta e del pane. Che fame durante questo trekking !!! Appena si può, si mangia con grande avidità. Nel rifugio c'erano letti e castello e una doccia quasi calda !!! Nel senso che i primi l'hanno beccata fredda, ma io sono arrivato al rifugio fra gli ultimi ... Insomma un lusso favoloso e poi la cena era ottima. Ci voleva proprio considerata la gran fame che caratterizzava il nostro gruppo e poi è stata anche una buona occasione per festeggiare Daniele che, una volta arrivato alla stazione di Ascu, è subito ripartito per andare in cima al Monte Cinto, facendosi altri 1300 metri di dislivello!!! E' l'eroe del giorno ... Un'ultima cosa: mi sembrava di aver perso la cognizione del tempo; ormai si ragionava solo in termini di tappe, ci si alzava alle 05,30-06,00 ed una volta arrivati ai rifugi nel pomeriggio, la giornata sembrava finita. I ritmi biologici si erano adeguati a questa nuova situazione e questa sensazione mi sembrava strana e piacevole ... Insomma tutto bene, però ormai si parlava della tappa del giorno dopo. In programma c'era il Circo della Solitudine. Ho pensato: certo che il nome non promette niente di buono ... speriamo di farcela ancora!!! Per concludere volevo dire solo due parole su coloro che hanno partecipato a questo bellissimo trekking ... Secondo me il nostro gruppo era: - velocissimo ... grazie a Leandro; - ma lento ... grazie a Fausto; - bellissimo ... grazie ad Anna e ad Angela; - tendenzialmente anarchico ma disciplinato quando occorreva, simpatico e solidale sempre ... GRAZIE A TUTTI !!!
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