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TAPPA 2 (Rif. d’Ortu di u Piobbu - Rif. di Carozzu)
 
 
 
Data 27/07/03
Punto di partenza Rif. d’Ortu di u Piobbu (1570m)
Punto di arrivo Rif. di Carozzu (1270m)
Tempo 6.5 ore
Dislivello totale +750, –720m
 

Sveglia ore 5.30, colazione che consumiamo chi al rifugio con quanto offre la casa per l’importo di 6 E., chi all’aperto dando fondo alle riserve personali.
La partenza, nonostante tutti i buoni propositi della sera, non si riesce ad anticipare e resta alle 6.45.
Il gruppo si sgrana subito mettendo in evidenza, come era già avvenuto il giorno precedente, l’etereogenità dello stesso.
Il panorama da bocca Piccaglia

Esibizionisti sul valico di bocca Piccaglia

Ma visto il percorso ben tracciato e segnato ed il continuo flusso di persone che lo percorrono nei due sensi non corriamo, muovendoci in ordine sparso, il pericolo di perderci.
Dopo un primo tratto in leggera salita il sentiero prende a scendere sino a toccare il fondo di un impluvio presso le rovine dell’Ovile di Mandraccia 1500 mt.
Da qui riprendiamo a salire sino a Bocca Piccaia 1950 mt. a circa metà di questo tratto in salita, scoperto, troviamo una sorgente che sgorga dalla montagna e volentieri facciamo sosta e provvista d’acqua.


Si continua a salire dopo Bocca Piccaia per crinale sino a quota 2020 mt. e su questo tratto si nota un radicale cambiamento dell’ ambiente, che diventa forte ed inaccessibile con spuntoni di rocce ripide che puntano verso il cielo.
Si scende poi fino a Bocca d’Avartoli 1898 mt. quindi per creste alternando sui lati est ed ovest si giunge alla Bocca Carozzu o Inuminata 1865 mt.
Da qui si prende a scendere in direzione del rifugio, meta giornaliera della nostra escursione, seguendo un tracciato ripido e sassoso a lungo scoperto.
Panorama sul golfo di Calvi

I pini loricati di Punta Innominata

Al rifugio di Carozzu 1270 mt. ci arriviamo in gruppi distanziati mediamente alle ore 14.
Questo rifugio, di poco più piccolo del precedente, è situato in una conca ombreggiata circondata su 3 lati da imponenti cime e libera dall’altro in direzione ovest verso il mare.
Troviamo anche qui ampia disponibilità di alloggio al rifugio, mentre per i campaggiatori c’è carenza di piazzole per piazzare le tende.
Doccia fredda senza riparo, WC isolato ma efficiente, punto lavaggio stoviglie-indumenti con qualche limitazione sull’erogazione dell’acqua.
L’offerta cibo del rifugio comprende il solito menù fisso, zuppa, omelet al formaggio e dolce il tutto per 13 E. o piatti alla carta con generi di alimenti come formaggi, salumi e dolci.
Non troviamo nè frutta e nè verdure fresche e ne sentiamo la mancanza.
Così per la cena, salvo gli irriducibili campeggiatori che fedeli al motto dell’autosufficienza cenano con le scorte trasportate, la maggioranza si adatta al menu offerto dal rifugio.
Anche questa giornata è stata dura ed il sonno è venuto profondo e spontaneo, nonostante qualche improprio rumore nel cuore della notte.

 
Commento di Francesco T.  
Sveglia alle 5.30 e partenza dopo la colazione alle 6.45.
Entriamo in un bosco di faggi con qualche grande pino sparso e dopo essere discesi di 200 m circa, cominciamo una lunga risalita per una valle.
Dopo due ore di cammino ci fermiamo all'unica fonte della tappa. Il getto è piccolo e lo spazio è poco: la fonte diventa un'occasione di ritrovo con gli altri gruppi del GR20.
Si continua la salita fino a raggiungere un valico che apre la vista su un paesaggio completamente diverso: dietro lasciamo i versanti che lentamente scendono al mare; davanti troviamo un paesaggio di alta montagna, con rocce che formano creste irregolari e profonde gole.
Continuiamo la salita per altri 200 m circa e poco dopo raggiungiamo una cresta rocciosa: breve sosta su un punto panoramico e poi si riparte, tenendosi un po' sotto la cresta, riscendendo per dei tratti, per degli altri risalendo.
Attraversiamo passaggi elementari di roccia e giungiamo dopo tre ore circa ad un altro valico. Da qui si scorge la profonda valle dove 600 m più in basso ci aspetta il rifugio: lo si raggiungiamo dopo una ripida discesa.
La tappa è sicuramente una delle più suggestive, dove il trekker è subito messo a contatto con la natura dei paesaggi montuosi corsi che cambiano rapidamente. Siamo saliti di quota fino ad oltre 2000 m e tutt'intorno si vedono catene irregolari, rocce granitiche e rossicce con forme affascinanti, a perdita d'occhio.