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TAPPA 1 (Calenzana - Rif. d’Ortu di u Piobbu)
 
 
 
Data 26/07/03
Punto di partenza Calenzana (275m)
Punto di arrivo Rif. d’Ortu di u Piobbu (1570m)
Tempo 7 ore
Dislivello totale 1350m
 

Con qualche minuto di ritardo dopo la colazione prendiamo a muoverci per la 1° tappa della grande avventura che ci accingiamo a compiere.

Ore 6.45 dopo aver attraversato la via tra le ultime case del paese il percorso, evidente e ben segnato, è subito in salita tra una vegetazione bassa un fondo di terra arida, polverosa e sassosa.
Poco più in alto troviamo, intorno a noi, quel che resta di un recente incendio che ha eliminato ogni traccia di vegetato lasciando solo tizzoni di qualche arboscello rimasto incombusto.
Troviamo anche la carcassa di una vacca che rimasta intrappolata dalle fiamme non è riuscita a trovare una via di fuga.

Arriviamo così alla Bocca di Ravalente 616 mt. primo valico e punto di osservazione con vista sul mare versante Calvì.
Dopo breve sosta e ricompattazione del gruppo si continua a salire per tornanti sino alla Bocca a u Saltu 1250 mt.
Su questo punto molto panoramico e ben esposto ci concediamo una pausa più lunga, togliendoci gli indumenti bagnati di sudore per farli asciuigare al sole.
Il sole picchia forte ma in compenso la quota in cui ci troviamo, con aria più fresca ed una leggera brezza , non ci fa sentire eccessivamente caldo.
Prima sosta dopo Calenzana a bocca di Ravalente: ancora aitanti

Rifugio d'Ortu di u Piobbu

Riprendiamo il sentiero che da questo punto diventa più scosceso; in alcuni tratti dobbiamo precedere utilizzando anche le mani per salire.

Arriviamo a Bocca a u Bassiguellu 1486 mt. altro punto dominante dal quale riusciamo a vedere il rifugio meta della ns. prima tappa.
La vista del rifugio ci rinfranca dandoci le energie per affrontare l’ultimo tratto di percorso con poco dislivello e parzialmente coperto dal vegetato.

Arriviamo con il gruppo un pò sgranato al rifugio alle ore 13.10.
Il rifugio d'Ortu di u Piobbu 1570 mt. è una costruzione semplice monopiano suddivisa all’interno in 4 locali, di cui 2 con posti per dormire in batteria su 2 piani, 1 locale per mangiare con uso fornelli e vettovaglie e l’ultimo di pertinenza del gestore.


All’esterno si trova un punto di lavaggio stoviglie ed indumenti, una doccia fredda e WC piu distanti ed una sorgente di acqua fresca che sgorga dalla roccia a 200 mt. ca. dal rifugio.
Per i vari campeggiatori, nel circondario, si trovano numerose piazzole predisposte per posizionare le tende.
Salvo alcuni di noi, che preferiscono pernottare in tenda, per tutti gli altri si trova senza dificoltà alloggio al rifugio.

Sfatiamo così una prima ipotesi fatta in partenza, che non avremmo trovato alloggio ai rifugi.
Il gruppo felicemente soddisfatto si gode il tramonto dalla terrazza del rifugio

Tramonto dal rifugio

Con nostra sorpresa e contrariamente da quanto previsto, scopriamo anche che per mangiare il rifugio offre un menù fisso e piatti alla carta non certo da ristorante, ma comunque tali da soddisfare gli appetiti degli affamati escursionisti.
Per la 1° cena di trekking decidiamo di utilizzare parte delle riserve alimentari portate al seguito, risotti liofilizzati.

La notte scorre tranquilla la stanchezza accumulata nella giornata ci fa piombare in un sonno profondo.

 
Commento di Angela P.  
Pur se è l’ora della cena per il resoconto devo essere in vena. La giornata è cominciata con sveglia in prima mattinata. Volti pieni di diverse emozioni ma tutti d’accordo per le colazioni, marmellata, caffè, pane e aranciata e dentro il sorriso di un’avventura immaginata.
Occhi che scrutano orizzonti lontani la mente è già lì ma dobbiamo raggiungerla con i piedi e con le mani.
Gli zaini in un angolo sembrano già stanchi e spiano diffidenti la consistenza dei nostri fianchi.
Un attimo e cambia il ritmo della vita è il severo monito della salita, a passo lento e cadenzato il cuore esita e sono già senza fiato, mi sento piccina, debole e oppressa da un enorme macigno che mi rende perplessa, ce la farò a seguire il passo o rimarrò a terra come un masso ?
Ma la calma del gruppo mi dà energia e a occhi bassi continuo per la via.
La Corsica già mostra le sue contraddizioni dal mare morbido alle cime aspre si mescolano sensazioni.
Qui le foreste silenziose e impotenti piangono a volte di lacrime brucianti.
Ma il verde ancora ai nostri occhi si impone la vita continua pur nella contraddizione.
L’acqua in fondo così banale man mano diventa un desiderio passionale, i valori cambiano e la vita diventa essenziale. Tanti paesaggi già bevono anche gli occhi ritorno bambina in un paese di balocchi.
I miei piedi rassegnati continuano la salita sono sola e contemporaneamente agli altri così unita.
Sento che oltre la vetta c’è un rifugio che mi aspetta, una conquista all’orizzonte tra il sudore della fronte del mio gruppo ascolto il respiro ormai placato sono dentro un’avventura che non avrei mai immaginato.
Lasciare la penna ora mi fa un po’ pena ma ripeto che è proprio l’ora della cena.