Siamo in 12, qualcuno dirà come gli apostoli, ci ritroviamo a partire, alle 6.00 di mattina, dal solito abituale punto di raduno, il piazz.le del Bove. A Livorno, 1° tappa di avvicinamento, ci porta un magnifico pulmino, 15 posti, prenotato dopo attenta e paziente valutazione di tempi e costi. Con il treno, min 6 ore, non saremmo arrivati in tempo per il traghetto che partiva alle 10. Arriviamo a Livorno poco dopo le 9.00 facendo un viaggio tranquillo con sosta al bar e senza problemi. Altro vantaggio del pulmino è stato il servizio a destinazione, la stazione marittima. Con il treno avremmo dovuto prendere un altro mezzo o due per arrivare al porto. Una coloratissima nave traghetto come una vecchia signora con abbondante trucco, forse per nascondere la sua vetustà, della compagnia Moby, ci attende al porto e puntuale alle 10 parte. |
 |
| Sul traghetto |
|
 |
| In mezzo al mare con lo sfondo della Capraia |
|
Un mare piatto, il cielo terso e un sole forte ci accompagnano per tutto il viaggio, che come da programma dura 4 ore. Con la buona visuale che troviamo vediamo a distanza prima l’isola di Gorgona, poi più vicina quella di Capraia e subito dopo il lato orientale del dito della Corsica che punta a settentrione. Arriviamo così a Bastia, seconda città della Corsica, verso le ore 14. La città con una parte più antica a sud ed una più recente e moderna a nord, in prossimità del porto, è tutta sviluppata sulla fascia costiera con alle spalle una barrierra di monti. Abbiamo subito la sensazione di trovarci nel nostro ambiente naturale “la montagna nel mare” . Raggiungiamo con un breve tratto di strada la stazione ferroviaria, punto di partenza di un servizio pubblico di pullman che ci porterà prima a Calvì e quindi a Calenzana, punto di partenza del nostro trekking. L’ora di partenza del pulman, 16.30, ci lascia spazio per fare un breve giro tra i vicoli della città pieni di negozi di ogni genere, con prevalenza a quelli con souvenir, bar e ristoranti. Approfittiamo, vista la disponibilità, di fare acquisti di scorte alimentari fresche dell’ultimo momento. Il viaggio in pulman sino a Calvì attraversa il paese da ovest ad est con un primo tratto, dopo aver superato l’abitato di Bastia, tra monti; poi, una volta svalicato, si raggiunge la costa occidentale e da qui seguendo la strada litoranea che si muove, rispetto al mare, a livelli e distanze variabili, si arriva a Calvì. La costa sino a Calvì è molto bella, con insenature di spiaggia e tratti di roccia a picco sul mare; risulta fra le più frequentate dai turisti del mare. A Calvì, tipica cittadina balneare, ci arriviamo verso le 18.30, capolinea della corriera. |
Per continuare a Calenzana con lo stesso mezzo dobbiamo fare un nuovo biglietto presso la sede dell’agenzia della corriera. Riprendiamo poco dopo il nostro viaggio ed in breve tempo superiamo i pochi km. di strada che ci separano da Calenzana. Calenzana è un piccolo paese dell’entroterra di 1800 abitanti e qualche ristorante posto alla base dei monti che da qui iniziano nella forma più imponente seguendo una diagonale orientata in direzione nord-ovest/sud-est corrispondente alla linea spartiacque, la via che seguiremo per il ns. trekking. Prendiamo alloggio presso un campeggio con bungalow prenotato in precedenza. Camere a 4 letti a castello con servizi su fabbricati di recente costruzione. Per la prima cena di gruppo cerchiamo tra i 3-4 ristoranti disponibili scegliendo dopo aver chiesto informazioni a qualche ritroso locale. La scelta è stata giusta, abbiamo mangiato bene come, ma non lo sappiamo ancora, non lo faremo più per i prossimi 9 gg. che ci attendono. Dopo la cena si comincia a programmare l’escursione stabilendo definitivamente la sveglia e l’orario di partenza per la 1° tappa. Si decide di trovarci al bar ristorante del paese, posto sul tratto iniziale del tracciato, per la colazione alle ore 6.00. La notte trascorre tranquilla nonostante qualche, più che giustificata, ansia della vigilia. |
 |
| Il porto di Bastia |
|
|
 |
| La stazione di Vizzavona |
|
La sveglia è comoda per le 6.30, il treno che dobbiamo prendere passa a Vizzavona alle 8.25. La colazione ci viene lasciata gia preparata dalla sera prima su una tavola imbandita e, meraviglia, per scaldarci le varie bevande predisposte abbiamo un forno a microonde che scopriremo non proprio funzionante al massimo, ma comunque adatto allo scopo. Dopo la colazione iniziano le separazioni; qualcuno continua il trekking altri restano in Corsica per una sana vacanza al mare. Insomma, dei 12 restiamo in 8 a partire per il ritorno, anche se la dolce Angela, che andrà al mare a Calvì, ci farà compagnia per un breve tratto in treno. Facciamo il biglietto per Bastia 16.70 E. Il treno, che arriva in perfetto orario, proviene da Ajaccio e si muove su una doppia carrozza con trazione a motore diesel. Visto il tipo di linea ferrata e la dimensione del treno forse sarebbe stato più caratteristico e intonato all’ambiente averlo a vapore e forse anticamente lo era. |
Il percorso sino a Bastia è molto caratteristico: attraversa il paesaggio con un tracciato che segue armoniosamente la natura senza essere troppo invasivo. A Bastia ci arriviamo in perfetto orario poco dopo le 11.00. La nave traghetto partirà alle 13.30 ed ancora non è giunta in porto. Ne approfittiamo per fare qualche acquisto di alimenti ai negozi di zona. Alle 12.30 ci muoviamo, zaino in spalla, dalla stazione ferroviaria alla stazione marittima dove arriviamo poco dopo e troviamo la nave appena giunta in porto che ancora scarica macchine dal suo ventre. Prendiamo possesso del ponte più alto della nave e ci piazziamo su comode sdraie a prendere il sole. Alle 13.30 la nave salpa da Bastia, su un mare piatto con un cielo pulito ed un sole che picchia inizia la traversata. L’itinerario in mare varia di poco rispetto al viaggio di andata; abbiamo notato solamente che rispetto all’isola Capraia il traghetto per il rientro a Livorno passa a meridione dell’isola, lato opposto a quello dell’andata. |
 |
| Il rientro con i "moderni" mezzi delle ferrovie corse |
|
 |
| La zona antica di Bastia |
|
A Livorno ci arriviamo in perfetto orario 17.30 e, prima che la nave apra il portellone di uscita alle vetture, noi siamo pronti a scattare per guadagnare tempo necessario per giungere alla stazione, così da prendere il primo treno disponibile in partenza per Firenze, ore 18.10. Considerando che per arrivare alla stazione ferroviaria da quella marittima serve prendere due mezzi pubblici , il tempo che abbiamo non è poi tanto e da qui la nostra ansia a fare presto. Ma la buona sorte aiuta i disperati ed allora incontriamo una signora autista di pulmino pubblico che ci dà tutte le dritte possibili per fare in fretta iniziando lei a portarci subito, appena saliti con i nostri zaini sul suo mezzo, alla stazione intermedia; che dire della signora, un angelo. Riusciamo ad arrivare in stazione ferroviaria, con il secondo servizio pubblico, che non sono ancora le 18.00 facciamo i biglietti e via a prendere il treno che ci aspetta proprio al 1° binario. Sarebbe comunque interessante sapere come mai in una città come Livorno non cè molta attenzione ad aiutare i poveri turisti che vi transitano carichi di bagagli e stanchi del viaggio, a fornirgli un servizio pubblico di trasporto efficiente che unisca le varie coincidenze con un unico mezzo senza farli peregrinare per la città costringendoli ad una gincana di combinazioni che dopo tanti sforzi gli farà perdere sicuramente il treno. Sosta a Firenze S.M.N. minima per il cambio e quindi treno per Foligno che parte, miracolo, in perfetto orario. Arriviamo a Perugia alle 10.10 come da orario; che dire, un viaggio che non ha fatto una piega. |
|